Progetto assicurativo per Comuni ed Enti Pubblici compresi Amministratori e Dipendenti.

Le principali aree di rischio che ricadono (anche per obblighi contrattuali) sugli Enti Pubblici e sui propri Amministratori e Dipendenti si possono suddividere nelle seguenti fasce:

Rischio della Responsabilità Civile dell’Ente verso Terzi e verso Dipendenti prestata dall’Ente per l’esercizio ed il funzionamento dei pubblici servizi che istituzionalmente gli competono nell’ambito del proprio territorio, oltre ad esercente di attività amministrativa e proprietario di immobili, strade, piazze, ecc…

Rischio della Responsabilità Civile Patrimoniale dell’Ente ed Amministrativa contabile per perdite patrimoniali cagionate a terzi da Amministratori e da Dipendenti, compresi i fatti dolosi e colposi commessi da persone di cui l’Ente stesso debba rispondere ai sensi di legge, nonché la Responsabilità Civile Patrimoniale derivante da COLPA GRAVE degli Amministratori e Dipendenti interessati.

Rischio Infortuni a copertura di Sindaco, Assessori e Consiglieri per lo svolgimento di qualsiasi incarico per conto dell’Amministrazione (art. 23 legge 816/85 e successive modificazioni ed integrazioni, art. 25 disegno di legge approvato il 2 marzo 1999, nonché d.lgs. 267/2000). Copertura Infortuni per Amministratori e Dipendenti in missione che per motivi di servizio utilizzano, come conducenti, il proprio mezzo o quello dell’Ente (punti 2 e 3 art. 23 del DPR 333/90).

Rischio Kasko per i veicoli di proprietà degli Amministratori (art. 23 legge 816/85 e successive modifiche e integrazioni) e per i veicoli di proprietà dei Dipendenti per adempimento di servizi (art. 23 del DPR 333/90)

Tutela Giudiziaria per la copertura delle spese legali e peritali per Amministratori, Dirigenti e Responsabili dei servizi, quando vengono chiamati in causa per motivi di servizio.

Tutela del patrimonio dell’Ente per la copertura dei rischi Incendio, Furto ed Elettronicache possano colpire i beni dell’Ente stesso.

ANALISI DEI RISCHI

Rischio della Responsabilità Civile dell’Ente verso Terzi e verso Dipendenti

Le attività proprie degli Enti locali sono molto varie e a ciò corrisponde inevitabilmente una altrettanto ampia casistica di danni (purché involontari ed accidentali) che l’Amministrazione, direttamente o indirettamente, potrebbe cagionare a terzi. Potremmo fare una moltitudine di esempi: dalla mancata manutenzione di strade, fabbricati, rete fognaria, segnaletica stradale, impianti sportivi ed altro ancora, alla mancata ed inadeguata segnalazione di insidie, dal fatto involontario di un dipendente, alla accidentale somministrazione di cibi avariati in una mensa, fino alla negligenza nella vigilanza di minori in un asilo.

E’ facile constatare, in questi pochi ma significativi esempi, che le norme di legge in materia di fatti illeciti e di conseguente attribuzione di responsabilità, trovano amplia applicazione, e anche ricorrendo ad una rigorosa prevenzione resta sempre un’alta percentuale di rischio che giustifica, quando non impone, il ricorso all’assicurazione. Questa copertura assicurativa trova riscontro nell’art. 1917 del c.c. Le condizioni stabiliscono, inoltre, che la copertura garantisca il risarcimento per fatti colposi e per quelli causati per colpa grave (escluso il dolo).

Vogliamo comunque precisare, che il ricorso all’assicurazione non può esimere i responsabili e gli addetti dall’applicare e seguire le norme antinfortunistiche pertinenti alle attività svolte e dal vigilare affinché siano mantenute efficienti e a “norma” le attrezzature, i macchinari, gli impianti, i fabbricati e tutte le strutture che, in assenza di manutenzione e controllo, potrebbero creare pregiudizio alla pubblica incolumità e a quella dei dipendenti.


Rischio della Responsabilità Civile Patrimoniale dell’Ente ed Amministrativa contabiledegli Amministratori e dei Dipendenti.

Prima di passare all’analisi del rischio, ci preme ricordare che in conformità al principio dettato dell’art. 28 Cost. e alla disposizione di cui all’art. 97 Cost. (escluso il profilo della responsabilità penale che riveste carattere personale non assicurabile), i funzionari pubblici rispondono dei danni prodotti con il loro comportamento nell’esercizio delle proprie attribuzioni:

  • Direttamente verso i terzi (responsabilità civile extracontrattuale);
  • Verso l’Amministrazione di appartenenza e la p.a. in genere (responsabilità patrimoniale amministrativa e contabile);

 

La responsabilità Civile verso terzi è disciplinata dagli artt. 22 e seguenti del t.u. 10 gennaio 1957, n. 3 , i quali limitano detta responsabilità, sotto il profilo dell’elemento psicologico, alle ipotesi di dolo o colpa grave.

L’elemento dell’antigiuridicità può consistere non solo nella violazione di norme imperative di leggi e/o di norme di comune diligenza o prudenza, ma anche nell’inerzia e cioè nel fatto che l’impiegato si rifiuti o ritardi ingiustificatamente atti o operazioni, al cui compimento egli sia tenuto. Inoltre esiste una responsabilità solidale del funzionamento e dell’amministrazione nel caso di danno nei confronti del cittadino (art. 28 Cost.)che può scegliere chi escutere. La P.A. potrà eventualmente avvalersi verso il dipendente.

Per il danno invece arrecato all’amministrazione pubblica (danno diretto, ossia il pregiudizio economico cagionato all’ente pubblico fin dall’origine indipendentemente dal fatto che vi siano terzi interessati) o che questa debba risarcire ai privati (danno indiretto, ossia patito dall’amministrazione che sia obbligata a risarcire i terzi- per accordo transattivo o sentenza di condanna - i danni cagionati dal dipendente art. 22 comma 2 t.u. n./57), il funzionario è chiamato a rispondere per responsabilità patrimoniale innanzi alla Corte de Conti (ART. 1 comma 1 legge n. 20/94).

Pertanto la responsabilità patrimoniale dei funzionari pubblici verso la p.a. può assumere due forme:

  • Responsabilità amministrativa: incombe sui funzionari che abbiano prodotto un danno patrimoniale all’amministrazione;
  • Responsabilità contabile: propria degli agenti contabili, cioè dei dipendenti che maneggiano denaro o hanno in custodia bene e/o valori dell’amministrazione stessa.
  • I principali elementi costitutivi della responsabilità amministrativa sono:
  • La violazione dei doveri di ufficio (rapporto di impiego, di servizio);
  • Il danno erariale (qualsiasi pregiudizio degli interessi fondamentali della collettività sempreché suscettibili di valutazione economica, compreso il danno non patrimoniale all’immagine della p.a.);
  • L’elemento soggettivo, il comportamento doloso o colposo (COLPA GRAVE);
  • Il nesso di causalità tra detto comportamento e il danno.

 

La legislazione limita, come detto, la responsabilità amministrativa dei soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei Conti ai fatti e alle omissioni commessi con dolo o colpa grave, fermo restando l’insindacabilità nel merito delle scelte discrezionali. Le conseguenze di una condotta lievemente colposa accertata in giudizio restano, dunque, sempre a carico della pubblica amministrazione e dunque del bilancio pubblico ( art. 3, comma 1, legge 636/96).

Il problema della responsabilità nella p.a. ha assunto particolare importanza soprattutto dopo che, in seguito alle aperture della sentenza delle sezioni unite della Corte di Cassazione del 22 luglio 1999, n.500 e alle disposizionidi cui alla legge n. 205/2000, è pienamente riconosciuto il diritto del cittadino al risarcimento dei danni derivanti dalla lesione di interessi legittimi da parte della pubblica amministrazione, riproponendo in primo piano la questione della diretta responsabilità degli amministratori e dei dipendenti della pubblica amministrazione che quei danni possono cagionare con il loro comportamento. In altre parole, oggi, ogni profilo di azione amministrativa è potenzialmente fonte di danno e conseguenzialmente di richiesta di risarcimento.

Il profilo assicurativo individuale su cui operare contrattualmente nei confronti dei pubblici agenti è rappresentato – per quanto riguarda la responsabilità civile – dalla colpa cosiddetta grave.

Per quanto riguarda la responsabilità degli amministratori degli Enti pubblici evidenziamo che:

L’art. 93 del T.U. delle leggi sull’ordinamento degli Enti locali cita testualmente:
“per l’amministratore e per il personale degli Enti locali si osservano le disposizioni vigenti in materia di responsabilità degli impiegati civili dello stato “.

Perché, quindi, gli amministratori e i dipendenti pubblici si devono assicurare ?

  • Perché la protezione del proprio patrimonio da richieste di risarcimento è un atto dovuto per salvaguardare sia il terzo e sia la Pubblica Amministrazione.
  • In quanto le dispute legali sono spesse lunghe, costose e traumatiche; pertanto una copertura assicurativa per la Responsabilità Civile è un requisito necessario per la tutela di tutte le parti coinvolte.

 

A chi è rivolta?

A ogni ente la cui attività sia soggetta alla giurisdizione della Corte dei Conti:

Chi assicura?

  • L’organismo della Pubblica Amministrazione (Comune)
  • Ogni persona ( Amministratore e/o Dipendente) indicata in polizza che abbia con il Contraente un rapporto di servizio o un mandato o che partecipi alle attività istituzionali.

 

OGGETTO DELL’ASSICURAZIONE

La responsabilità Civile derivante all’assicurato per Perdite Patrimoniali cagionati a terzi in conseguenza di atti od omissioni commessi da Amministratori e dipendenti indicati in polizza, per cui l’Ente Assicurato/Contraente sia civilmente responsabile per legge, compresi i fatti dolosi e colposi commessi da persona di cui l’assicurato stesso debba rispondere ai sensi della legge.

Con la stipula di questa polizza, che viene emessa nel pieno rispetto della norma prevista dalla finanziaria 2008, si estende la copertura assicurativa alla COLPA GRAVEdegli Amministratori e dipendenti il cui premio, mediante l’emissione di contratto separato, resta a carico di ognuno di essi ai sensi dell’art. 2043 del c.c. e dell’art. 28 della costituzione e giusta sentenza Corte dei Conti sez. 1, 29/11/1990 n. 254 e giusto parere della Corte dei Conti della Lombardia del 08/08/2008.

Ciò premesso possiamo affermare che l’incremento del controllo da parte della Corte dei Conti è divenuto negli ultimi anni un fenomeno di enorme interesse per gli amministratori e impiegati pubblici perché, data la vastità della materia da affrontare, l’atto illecito, ossia qualsiasi azione od omissione colposa compiuta nello svolgimento della propria mansione/funzione presso l’Ente che cagioni ad altri una perdita patrimoniale, diventa quasi un errore certo.

Per i motivi sopra specificati consigliamo agli Amministratori e ai dipendenti di assicurare, per la Responsabilità Civile patrimoniale il Comune, quale Ente esercente attività Amministrativa, e di assicurarsi loro stessi per tutelarsi dai danni commessi per Colpa Gravecon onere a proprio carico e, con contratti separati perché una corretta gestione assicurativa della propria attività solleva dalla preoccupazione di poter pregiudicare, magari con un unico errore, anni di impegno e di sacrifici oltre ad affrontare i propri impegni lavorativi con più tranquillità. Non esistono altre precauzioni. 

Rischio Infortuni

Amministratori e dipendenti pubblici, indipendentemente dalle loro funzioni, rappresentano un patrimonio a servizio della società e del cittadino. Costituiscono quindi un bene da tutelare e la società stessa prevede, attraverso la Costituzione, il codice civile e le continue disposizioni di legge in materia, ad evitare che possano verificarsi disparità di trattamento tra i soggetti vittime di infortuni occorsi durante l’espletamento delle attività a cui sono proposti.
Allo stato attuale, per alcune tipologie di lavoratori, esiste un’assicurazione di legge prestata dall’INAIL, mentre per altri, non rientranti in tale obbligo, esistono regole e disposizioni di legge che impongono il ricorso alle assicurazioni private a tutela dei loro diritti.

Infortuni degli Amministratori

L’art. 23 della legge 816/85 e successive modificazioni e integrazioni (art. 25 disegno di legge approvato il 2 marzo 1999 C 4493 nonché il d.lgs. n. 267/2000), dispone che i Comuni possono assicurare i propri rappresentanti contro i rischi derivantidall’espletamento del lor mandato. In Pratica la legge intende dare facoltà agli Enti locali di assicurare i propri Amministratori anche per i rischi riguardanti la persona fisica.

I rischi inerenti ai danni fisici sono individuabili nella definizione di infortunio connesso all’attività svolta, quali ad esempio subiti durante viaggi, visite a scuole, cantieri e stabilimenti o durante le molteplici funzioni di rappresentanza effettuate per conto dell’Amministrazione. La garanzia sarà quindi prestata durante lo svolgimento di qualsiasi incarico per conto dell’Amministrazione, compresi i rischi della circolazione stradale nello svolgimento di ogni incarico inerente al mandato ricoperto.

Infortuni dei conducenti veicoli dell’ente e dei dipendenti in missione alla guida di veicoli non di proprietà dell’ente.

L’obbligo di ricorrere all’assicurazione dei rischi sopra indicati, trovano riscontro nel DPR 333/90, ART. 23 , ed in particolare al punto 2), in cui si richiede per i dipendenti l’estensione delle coperture a tutti i rischi non compresi nell’assicurazione obbligatoria contro i terzi. Il riferimento è relativo al conducente del veicolo che non sia di proprietà dell’Ente, durante l’uso per motivi di servizio, in caso di lesioni o decesso del dipendente medesimo o delle persone di cui sia stato autorizzato il trasporto ( queste ultime però sono già comprese, in quanto terzi, nella normale polizza R.C. della circolazione).

Al punto 3) del DPR 333/90, viene inoltre disposto che pe tutti i mezzi di trasporto di proprietà dell’ Ente, sia prevista l’estensione della garanzia ai rischi di lesione o decesso, del dipendente addetto alla guida. Gli obblighi di cui ai punti 2 e 3 del citato DPR art. 23, si ottemperano attraverso la stipula di due contratti assicurativi diversi : il primo , collegato al numero di chilometri percorsi dai dipendenti in missioni di servizio , autorizzati dall’Ente, alla guida di veicoli non di proprietà dell’Amministrazione, il secondo, collegato al numero di veicoli di proprietà dell’Ente.

Rischio Kasko - danni agli autoveicoli
Veicoli degli Amministratori “probabili danni”

In riferimento all’art. 23 Legge 816/85 e successive modificazioni e integrazioni, questo dispone che i Comuni possono assicurare i propri rappresentanti contro i rischi conseguenti all’espletamento del loro mandato.Occorre quindi sottoscrivere un’assicurazione per garantire i veicoli degli Amministratori contro tutti i rischi a cui possono essere assoggettati, in particolare i danni derivanti a seguito di Incendio, furto, eventi socio-politici, atti vandalici e Kasko ( urto, ribaltamento, uscita di strada).

E’ evidente che le Compagnie di assicurazione, per prestare tale copertura, non possono limitare le garanzie al periodo in cui gli Amministratori usano il veicolo per ragioni di rappresentanza o di servizio; questo perché gli stessi non osservano un orario di lavoro determinato.

Veicoli di proprietà dei Dipendenti in uso per adempimenti di servizio

Questaassicurazione è prestata in ottemperanza a quanto disposto dall’art. 23 del DPR n. 333/90, il quale prevede l’obbligo per gli Enti di stipulare una polizza in favore dei dipendenti, autorizzati a servirsi del proprio mezzo di trasporto per motivi di servizio o in occasione di missioni, limitatamente al tempo necessario al loro espletamento. Il decreto specifica anche i rischi per i quali l’amministrazione debba garantire il dipendente, compresi quelli relativi al veicolo quali: incendio, furto, eventi socio-politici e Kasko. Non è necessaria, né richiesta, una copertura 24 ore su 24, ma sarà sufficiente limitarla al tempo durante il quale i dipendenti usano l’auto (non di proprietà dell’Ente) per motivi di servizio.

Il contratto deve prevedere una copertura limitata a tale periodo di tempo, con un capitale assicurativo detto “ a primo rischio assoluto”, nell’ambito del quale rientrano gli eventuali risarcimenti dei danni previsti dal Decreto, senza applicare il disposto dell’art. 1907 c.c., vale a dire la riduzione proporzionale del risarcimento nel caso in cui il capitale assicurato risultasse inferiore al valore commerciale del veicolo al momento del sinistro.

E’ sufficiente stipulare, per queste coperture, un unico contratto, il cui premio di polizza sarà determinato in base al capitale assicurato e dai chilometri percorsi da tutti i dipendenti e Amministratori che, per motivi di servizio, facciano uso di veicoli non di proprietà dell’Ente.

Tutela Giudiziaria

La legge (art. 67 DPR 268/87 e decisione Consiglio di Stato n. 20/94) consente di assicurare gli Amministratori e i Dirigenti e/o Responsabili di servizio a spese dell’Amministrazione,al fine di garantirli anche per le spese di perizia, assistenza, patrocino e difesa, stragiudiziali e giudiziali, a tutela dei propri interessi per fatti involontariamente connessi alla funzione svolta per conto dell’Ente di appartenenza.

Abbiamo la consapevolezza che uno dei rischi maggiori dell’Amministratore e del Dipendente pubblico, è l’apertura di procedimenti giudiziari, nei propri confronti, per l’accertamento di possibili responsabilità. Anche se non sempre si arriva ad una quantificazione materiale del danno, od a un accertamento concreto di responsabilità, l’indagatoè comunque costretto a sostenere delle spese, spesso rilevanti.

Queste possono essere trasferite all’Assicuratore, il quale, in forza di un contratto tra le parti, la cosiddetta Polizza di Tutela Giudiziaria, si accolla l’onere ed il costo della difesa processuale ed extra processuale fornendo l’assistenza necessaria.

Tutela del patrimonio dell’Ente

Il programma assicurativo di un Ente Pubblico deve assolutamente comprendere le polizze a copertura dei danni che si potrebbero verificare al patrimonio immobiliare del Comune, originati da eventi tipo: incendio, furto, atti vandalici, eventi atmosferici, acqua condotta, fenomeno elettrico, danneggiamenti accidentali di computers e relative periferiche ecc.

Un incendio può accadere per tanti motivi, sia per cause tecniche, come ad esempio un corto circuito , e quindi senza responsabilità, che da una negligenza del personale o dei terzi frequentatori, come ad esempio un mozzicone di sigaretta o una stufetta lasciata accesa e quindi con responsabilità dell’Ente. Tutelando, invece, il patrimonio con una corretta assicurazione dei beni l’Ente, oltre a garantirsi della responsabilità nascenti dai disposti degli artt. 1588, 1589 e 1611 c.c., la cui perdita o il cui danneggiamento provocherebbe un danno al patrimonio del Comune, garantisce anche ai suoi Amministratori in quanto, non assicurando i beni dell’Ente, per loro si verrebbe a configurare un comportamento negligente e quindi “ gravemente colposo” e pertanto sanzionabile da parte della Corte dei Conti poiché per la Corte dei Conti la “ diligenza” del pubblico funzionario è un dovere ( sez. II n. 196/03).

In caso di sinistro l’amministrazione riceverebbe il rimborso del danno e pertanto sarebbero scongiurati eventuali addebiti.
Alla luce di tale considerazioni ed esposizione diviene quindi opportuno procedere alla stipula di un contratto assicurativo, per tali rischi, naturalmente sempre a seguito di verifica, necessaria per analizzare e valutare l’intero patrimonio dei beni mobili e immobili dell’Ente Pubblico.