I rischi a cui sono sottoposti Amministratori e Dipendenti Pubblici

La responsabilità personale del pubblico dipendente sussiste solo nel caso in cui il medesimo abbia tenuto una condotta gravemente colposa o dolosa, mentre l’Ente Pubblico risponde anche dei danni procurati a terzi per colpa lieve, intesa quale omissione dell’ordinaria diligenza da parte del dipendente che ha materialmente commesso il fatto o ha omesso di tenere un comportamento dovuto.

L’ipotesi di responsabilità amministrativa viene definita quale responsabilità che incombe sul dipendente pubblico che, avendo violato obblighi o doveri derivanti dal proprio mandato o dal proprio rapporto di servizio con la pubblica amministrazione, abbia cagionato una perdita patrimoniale al proprio ente di appartenenza. Secondo il consolidato insegnamento giurisprudenziale la responsabilità amministrativa patrimoniale si configura in capo al pubblico dipendente o al funzionario, dunque al soggetto legato all’Ente da un rapporto di servizio, allorché sussistano una serie di elementi costitutivi:

  • un comportamento commissivo od omissivo;
  • un evento dannoso per l’erario consistente in un pregiudizio economicamente valutabile;
  • il rapporto di causalità tra condotta antidoverosa ed evento dannoso;
  • l’elemento soggettivo rappresentato dal dolo o dalla colpa grave.

Il giudizio di responsabilità amministrativa è promosso dal procuratore della Corte dei Conti competente per territorio e può concludersi nella condanna del dipendente pubblico il quale abbia, nell’ambito dell’esercizio delle proprie funzioni, tenuto un comportamento commissivo o omissivo da cui sia derivato, all’ente di appartenenza, un pregiudizio economicamente valutabile. Uno stesso comportamento tenuto dal pubblico dipendente può dar luogo sia ad una responsabilità civile nei confronti dei terzi sia ad una responsabilità per danno erariale nei confronti dell’ente di appartenenza. Ad esempio il pubblico dipendente, responsabile del procedimento di affidamento tramite gara pubblica di un appalto di servizi può, in conseguenza del proprio illegittimo operato, determinare l’illegittima esclusione di un’impresa da un procedimento di gara. L’impresa può agire, nei confronti dell’Amministrazione appaltante, chiedendo sia l’annullamento dell’atto di aggiudicazione, da cui essa assume essere stata illegittimamente esclusa, sia il risarcimento del danno conseguente alla mancata aggiudicazione. Il giudizio di risarcimento del danno, a titolo di responsabilità civile, può essere rivolto sia nei confronti del responsabile del procedimento, sia nei confronti dell’Amministrazione, come evidenziato in precedenza, responsabile in via solidale con il pubblico dipendente ai sensi dell’art. 28 della Costituzione. L’impresa, nell’ipotesi in cui la propria domanda sia accolta, potrà essere risarcita sia dal dipendente, responsabile per dolo o colpa grave, sia dall’Amministrazione di appartenenza. Per gli stessi fatti che hanno dato origine ad un giudizio di risarcimento del danno per responsabilità civile, il dipendente pubblico che abbia, con dolo o colpa grave, tenuto un comportamento commissivo o omissivo nell’ambito delle procedure di gara, dal quale comportamento sia derivato, all’amministrazione di appartenenza, un danno erariale, consistente, ad esempio, nell’esborso di denaro pubblico necessario per risarcire il terzo illegittimamente escluso da una gara, può essere soggetto, ad iniziativa della procura della Corte dei Conti, ad un giudizio di responsabilità amministrativa, il quale giudizio dovrà accertare i presupposti oggettivi e soggettivi della responsabilità stessa, ed eventualmente concludersi con una condanna del dipendente pubblico a reintegrare l’ente di appartenenza dei danni procurati dal proprio illegittimo comportamento.

La seconda ipotesi di responsabilità, definita amministrativo contabile, è quella che presuppone l’esistenza di gestione di valori o denaro pubblico da parte dell’agente contabile e che si fonda sul mancato adempimento di obblighi di servizio o doveri derivanti dal proprio mandato o dal rapporto di servizio con la Pubblica Amministrazione, da cui sia derivata una perdita patrimoniale al proprio Ente di appartenenza. Si tratta della responsabilità contabile, che riguarda i soggetti preposti al maneggio di denaro pubblico, e tenuti al rendiconto. Sull’operato di detti soggetti, “contabili” è pure competente, in sede di giudizio di conto, la Corte dei Conti, chiamata ad accertare l’eventuale responsabilità contabile dei soggetti competenti al maneggio di denaro pubblico, e ad emettere un’eventuale sentenza di condanna.

Quanto sopra indicato si applica anche a tutti i componenti del Consiglio Comunale come evidenziato da moltissimi Regolamenti di Consigli Comunali da noi visionati, che relativamente alla Responsabilità Civile del singolo Consigliere indicano:


Come tutelarsi contro i rischi della Responsabilità Civile Patrimoniale

Analizzati i rischi a cui vanno incontro gli Amministratori e i Pubblici Dipendenti, e stabilito che ognuno, nell’esercizio delle proprie funzioni, può procurare sia un danno a terzi, sia all’Ente di appartenenza, quale conseguenza dei doveri d’ufficio, dobbiamo ricordare che in questo malaugurato caso, la responsabilità del Dipendente o dell’Amministratore Pubblico si suddivide in Dolo e Colpa. Il Dolo non è assicurabile in quanto trattasi di atto svolto volontariamente dal responsabile. La Colpa si ha quando si compie senza volere, un fatto illecito per imprudenza, negligenza, imperizia o inosservanza delle leggi, regolamenti, ordini o discipline. Il caso di Colpa si suddivide poi in Colpa Lieve e Colpa Grave.

Abbiamo visto in precedenza che quando si tratta di Colpa Lieve, ne risponde la Pubblica Amministrazione, viceversa, quando siamo di fronte ad un’imputazione per Colpa Grave, ne deve rispondere direttamente il Dipendente o l’Amministratore Pubblico.

Il mercato assicurativo offre quindi la possibilità di entrambe le coperture attraverso la stipula di una polizza a favore dell’Ente, che tutelerà quindi tutti i propri Dipendenti e Amministratori in caso di Colpa Lieve, e di un’appendice per l’estensione alla Colpa Grave, che verrà sottoscritta da ogni Dipendente od Amministratore che desidereranno tutelare questa eventualità. Ricordiamo che il premio di queste estensioni ricade interamente sull’assicurato e non sull’Ente.

Entrambe le copertura assicurative relative alla Responsabilità Civile Patrimoniale andranno a copertura delle responsabilità sopra citate, e più recisamente:

Responsabilità amministrativa:

La responsabilità che incombe sulla Persona che, avendo, involontariamente, violato obblighi o doveri derivanti dal proprio mandato o dal proprio rapporto di servizio con la Pubblica Amministrazione, abbia cagionato una perdita patrimoniale al proprio Ente di Appartenenza, ad un altro Ente Pubblico o, più in generale, allo Stato o alla Pubblica Amministrazione.

Responsabilità amministrativo-contabile:

La responsabilità che implica resistenza di una gestione di beni, valori o denaro pubblico, da parte di un “Agente Contabile” ed è fondata sul mancato adempimento di obblighi o doveri derivanti dal proprio mandato o dal proprio rapporto di servizio con la Pubblica Amministrazione e che abbia cagionato una Perdita Patrimoniale al proprio Ente di Appartenenza, o ad altro Ente Pubblico o più in generale allo Stato o alla Pubblica Amministrazione.